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Sunday, June 3, 2012

"Tokyo bar" by Tennesse Williams, a la Cartoucherie, Vincennes,Parigi

Piacevole ritornare alla Cartoucherie di Vincennes, subito fuori l'est di Parigi, non solo perchè questo magnifico luogo immerso nel verde offre un esempio di ingegneria culturale, con antiche insustrie dedicate alla fabbricazione d'armi e ristrutturate negli anni '60 per creare spazi dedicati alla creazione teatrale contemporanea, ma anche perchè l'offerta di spettacoli è sempre alternativa e originale.
"Tokyo Bar" by Tennesse Williams
Abbiamo assistito recentemente nel Théâtre de la Tempête alla messa in scena di Tokyo Bar, una della ultime pièces di Tennesse Williams, che al tempo della pubblicazione dell'opera, nel 1969, era già nella fase calante della sua carriera. L'opera offre uno spaccato della vita di una coppia americana in crisi: lui, Leonard, celebre artista ossessionato dai sui quadri, vive una crisi continua (probabile riflesso della condizione di Williams ai tempi della redazione dell'opera), mentre la moglie, Miriam, incapace di sopportarlo, si rifugia in temporanee relazioni sessuali, come quella a cui assistiamo non appena si alzano le luci in scena. Un bar a Tokyo, un giovane barista alle prese con le pressanti avances di una donna disposta a tutto pur di dimenticare la mancanza d'amore di suo marito. Domina l'interpretazione di Christine Boisson nel ruolo di Miriam, intensa e sensuale come il ruolo richiede. A voir, sans hésitation.

Saturday, March 17, 2012

Tris di antipasti alla francese!

Anche in trasferta nella capitale di Francia, non cessiamo di informarvi sul meglio che la scena contemporanea offre. A l'affiche, come dicono i Francesi, ossia, di recente apparizione o semplicemente in cartellone/in programma, tre spettacoli teatrali che sono solo una minuscola parte di quello che il vasto panorama parigino propone.
Per gli amanti del dramma storico, è in sala "La mort de Danton" di Georg Buchner, presentato alla MC93 di Bobigny, in banlieu parigina. Lo spettacolo propone con un alternarsi di atti e intermezzi burleschi una sapiente ricostruzione delle vicende post-rivoluzionarie, quando il Comitato di salute pubblica si divideva tra opposte fazioni su come dirigere la pesante eredità della rivoluzone francese. Il sopravvento dell'area più intransigente capeggiata da Robespierre condannerà a morte l'amico Danton. Questo in sintesi la storia di uno spettacolo che gli amanti della storia rivoluzionaria troveranno appassionante, ma che da semplici spettatori ci ha un po' annoiato per circa dure e mezzo. In alternativa, vi consigliamo "La ménagerie de verre" di Tennessee Williams, messa in scena al Théâtre de la Commune, Centre dramatique national d'Aubervilliers. Dramma contemporaneo, rivisitato con moderne trovate sceniche e con gusto per la battutta facile, che francamente non ricordavamo nel testo di Williams. Questa volta però due ore e mezza passano in tranquillità e senza colpo ferire.
Infine, vi proponiamo la commedia (?) "Onomabis repetito" in scena presso il centro culturale "l'échangeur", a Bagnolet. Una serie di corto-circuiti linguistici generano doppi sensi, monologhi interiori e dialoghi tra quattro personaggi, che si agitano in scena all'insegna del non-sense e di una comicità che necessita di un vocabolario dell'argot per essere compresa a pieno. Prezzi modici per tutti e tre gli spettacoli, giusto da considerare gli spostamenti dal centro città e poi...via! Ce n'é per tutti i gusti.

Monday, March 7, 2011

Un tranvía llamado deseo al Teatro Español: convincente, ma non esaltante

Blanche Dubois, ovvero il profondo desiderio di attaccamento alla vita per sfuggire alla morte. Stanley Kowalski, ovvero la forza bruta di un uomo dagli istinti basilari. Stella Dubois, ovvero in bilico tra una nuova vita e l'ombra di un passato che ritorna. Mitch, ovvero il sogno fallito di un matrimonio e di una famiglia. 
La messa in scena del celeberrimo "A streetcare named desire" di Tennessee Williams nella versione del regista Mario Gas per il Teatro Español risulta convincente, ma non esaltante. Sarà dipeso dall' eccessiva dilatazione dell'opera nell'arco temporale di più di due ore o dal fatto che nessuno degli attori ha particolarmente brillato nell'interpretazione delle rispettive parti, ma questa versione manca un po' di  slancio, di momenti di originalità. In particolare, Vichy Peña risulta credibile nella parte che fu di Vivien Leigh nel film di Elia Kazan, anche se la preferiamo nei momenti in cui evita di essere leziosa, per toccare il suo registro più drammatico e commovente. Un'unica nota ci ha straordinariamente colpito: Ariadna Gil rende il personaggio di Stella con una grazia e, quasi un'innocenza ritrovata, degna di un personaggio intimamente convinto della bontà della sorella, ma incapace di sottrarsi al volere del marito, come la parte richiede.

"Un tranvía llamado deseo" al Teatro Español
Un tranvía llamado deseo
Teatro Español    
C/ Príncipe 25, Madrid
Del 4 de febrero al 10 de abril