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Thursday, January 12, 2012

Current exhibition in The Prado, Madrid: "El Hermitage en el Prado"

For Spanish people and tourists who want to have a taste of Russian art and culture, it's not necesarry to go directly to Moscow or St. Petersburg. Now you can take advantage of the current exhibition in "The Prado" of Madrid capital, "El Hermitage en el Prado", which shows us a big sample of Russian history through the marvellous collection of the Hermitage Museum. More than 170 works have been chosen with the intention to expose the history of this Russian museum, of his collections, with theirs origins and subsequent acquisitions. It's also a way to discover the history of Russia, a nation with own culture and tradition, but with a big and strong link with Europe. As a matter of fact, Peter the Great, who reigned between 1682-1725, founded the city of Saint Petersburg in 1703, with the clear aim to build up a great capital for his kingdom, taking as a model other european towns like Amsterdam and Paris. He wanted Saint Petersburg to be a window open to the Europe, featuring with theatres, administrative buildings, royal house and opera and, of course, a big museum, where royal collections of art would have been hosted, as the European royal families did.
The Ermitage museum in Saint Petersburg represents a big effort in this sense. It is both a palace and a museum, which was progressive enlarged as the royal collection grew thanks to the patronage of Peter the Great' successors. Among them, Catherine the Great (reigned 1762-96) was the strongest lover of European culture, with a deep passion for Voltaire (she bought his complete library when he died) and the history of art (she sent all over the continent her emissaries in order to buy great masterpieces of painting).
The current exhibition includes different sections.The most interesting are dedicated to the collection of Italian paintings and sculptures (Caravaggio and Canova) and Spanish school, but the most curious is that in wich you can admire rare and precious archaelogical items including Scythian ancient gold objects, deriving from the archaelogical excavations that began in Russia in the eighteenth century. In the end, take your time and enjoy the view of an absolute contemporary art 's masterpiece: "Conversation" by Henri Matisse.
"The conversation" by Henry Matisse

Saturday, September 10, 2011

Mostra rivelazione estiva: Antonio Lopez al Thyssen di Madrid

Non sperate di recarvi al Thyssen e di trovare con certa facilitá un biglietto in giornata per questa mostra temporanea. Né di poterla visitare se non avete prima riservato il biglietto on-line o chiamato il call center per entrate a numero ristretto, cadenzate ogni quindici minuti. La mostra del pittore e scultore Antonio Lopez costuituisce il fenomeno della stagione estiva, capace di attrarre un numero di visitatori insperati per una "capitale senza mare" come Madrid, quando una gita fuori porta ad Alicante o a Cordoba riulta piú appetibile di una mostra al chiuso in centro cittadino.
Il successso é pienamente meritato. La mostra costuituisce una retrospettiva immensa dell'opera del pittore, con opere che includono quadri provenienti da collezioni private e dalla collezione personale dello stesso autore. Di lui colpiscono la calma e la pazienza con cui per anni ha dipinto le vie, i palazzi, le strade di Madrid ad orari precisi, quasi sempre la mattina, all'alba, quando la totale assenza di essere umani rende la capitale silente e forse simile ad una cittá fantasma. 
Gran Vía, 1974-1981. Óleo sobre tabla. © Antonio López. VEGAP, Madrid 2011.

Lopez predilige le viste aeree, i piani alti delle case dove collocare i suoi attrezzi e perdersi a vista d'occhio verso il limite dell'orizzonte. Il pittore é abilissimo a variare anche di pochissimo i soggetti dei suoi quadri: basta un'angolatura, un dettaglio (quasi sempre sbatte in primo piano elementi insignificanti come strisce bianche pedonali, bidoni dell'acqua per risacldamento o tubi si scappamento), il ricciolo barocco di un balcone, per riuscire a creare opere simili a piani in sequenza, a volte con una cura del dettaglio che sfiora la mania, altre volte lasciando allo spettatore il gusto di vedere o immaginare particolari dietro lunghe spatolate di colore.
Gli spazi aperti, certo, ma anche i luoghi chiusi, inserrati, l'interno delle case vuote, la stanza da bagno con ancora sulle piastrelle i segni dell'ultima doccia e poi l'amore per le piante, specialmente l'albero di melocotogno, i melograni, le zucche. Tutti soggeti forti e presenti nella seconda fase della carriera del pittore, dagli anni '90 fino ai giorni nostri, quando Lopez riesce a trovare una propria voce e un proprio codice d'espressione, allontanandosi dalle influenze pittoriche esterne piú visibili nella prima fase della sua carriera (in esposizione nella seconda parte della mostra).

Membrillo, 1992. Óleo sobre lienzo. Fundación Focus-Abengoa. © Antonio López. VEGAP, Madrid 2011.
 Dopo Madrid, l'artista ha giá dichiarato che la mostra sará ospitata a Bilbao, dove si sposterá per dare vita ad un nuovo capitolo della sua carriera, avendo questa volta la stessa cittá basca come protagonista assoluta dei suoi prossimi quadri.

Thursday, June 2, 2011

La mobilitazione non si spegne...

Movimiento 15-m
Giorni di riflessione, di decisioni sul da farsi, di rinserrare le fila, ora che la spinta propulsiva del movimento 15-m é lanciata, ma bisogna assestarla, indirizzarne il tiro. Momenti difficili sono trascorsi, non ultimo quello di sapere que altri "indignados", quelli di Plaza Catalunya, in Barcellona,erano stati oggeto dell'assalto della polizia giorni fa. Il movimento si riorganizza, anche negli accampamenti: ridotti, come il numero delle commissioni; piú snelli e meglio distribuiti nella piazza, per evitare le lamentele dei commercianti che piú volte si erano lamentati per i danni al commercio del proprio negozio. Piú vigilanza, pulizia ed ordine, per evitare che gli attivisti del movimento siano confusi con clochards, ubriaconi e gente di passaggio: tutti benvenuti, purché collaborino e non usino l'accampamento e la confusione per nascondersi o creare complicazioni. Maggiore chiarezza di obiettivi: la modifica dell'attuale legge elettorale sembra una prioritá, come l'utilizzo delle iniziativa di legislazione popolare come mezzo per cambiare il sistema senza essere un partito. Mentre giungono le notizie che altre cittá della Spagna hanno sciolto gli accampamenti (Segovia, Albacete, Toledo, Palencia Burgos y Ávila), si ha intenzione di programmare un nuovo appuntamento il 15 di ottobre per una mobilitazione internazionale. To be continued....

Saturday, May 21, 2011

Plaza Sol(ución): the day after

Splende il sole su Plaza del Sol e rinvigorisce gli animi. Si tratta di una nuova vittoria quella del movimento 15-m perchè a partire dalla mezzanotte di ieri la concentrazione è continuata nella piazza, come in altre cittá di tutta la Spagna. Contro la proibizione della giunta elettorale centrale che ne aveva sancito il divieto, il movimento 15-m è rimasto fermo nelle sue posizioni e postazioni, continuando a chiedere "democraciarealya" (democrazia reale giá) anche fino a dopo le elezioni di questa domenica. Nessuno sgombero quindi,  vuoi perchè si trattava di una concentrazione e non di una manifestazione (cavillo tecnico-legislativo a cui gli indignati si sono appellati), vuoi perchè si tratta pur sempre di una forma di espressione assolutamente pacifica, che invita alla riflessione, proprio come il giorno prima delle elezioni richiede.
Il movimento si propaga con la forza d'urto e d'impatto di un'onda il cui centro è Madrid. Tutte le principali cittá di Spagna sono mobilitate e arrivano in continuazione notizie da ogni angolo del pianeta di manifestazioni di spagnoli e non, a supporto della rivoluzione bianca di questi giorni, per propagarla anche nei propri stati. Il malessere evidentemente non è solo spagnolo, ma globale. Non ultima l'Italia, con manifestazioni programmate nei maggiori capoluoghi giá a partire dai prossimi giorni.
Oggi mi avvicino per consegnare una sedia. L'attivitá è febbrile.Si chiariscono le rivendicazioni del movimento, tra cui l'abolizione di alcune leggi considerate ingiuste (la legge Sinde, contro il download abusivo in Internet), una riforma fiscale a favore delle classi piú svantaggiate, un possibile referendum su monarchia e repubblica in Spagna, riforma della condizioni lavorali, apertura ambientalista contro il nuclerae, democrazia diretta e piú rapprentativa delle realtá locali e microlocali, fine dei privilegi della Chiesa in Spagna. Tra i banchetti informativi alcuni volontari valutano le proposte che vengono dalla gente. Padri e madri con figli si lasciano attrarre dalla zona dedicata all'infanzia, dove i piccoli possono dedicarsi a giocare con i colori. Si organizzano talleres (piccoli corsi di formazione), si pulisce la piazza (che sembra essere piú in buone condizioni ora, che dopo un sabato notte di movida madrileña), mentre l'attivitá della comunicazione (in contatto con il mondo) è continua. La volontaria al megafono annuncia le assemble previste per oggi, mentre guardando in alto mi accorgo che tutti i palazzi della piazza sono stati occupati da striscioni inneggianti alla volontá di espressione, al diritto di rappresentazione popolare, sostituendo il volto dell'ultima testimonial L'Oreal. Sembra quasi un piccolo villaggio autonomo e autosufficiente, con i suoi spazi e i suoi abitanti. La democrazia sembra essere tornata in piazza da dove è nata milleni fa nell'antica Grecia, nell' agorá appunto, dove tutti i componenti della societá civile potevano espressare la propria opinione sulla vita della pólis, cittá in greco. Inutile dire che i politicanti di palazzo rimangono spiazzati da questo fenomeno che rimette in discussione il concetto di rappresentanza popolare. C'è chi dalle file del PSOE riconosce la ragionevolezza di alcune rivendicazioni del movimento, c'è chi come il candidato sindaco di Madrid, Gallardón, preferisce che il sistema si cambi andando a votare alle urne.
Tutti continuano a domandarsi come mai sia nato solo ora questo movimento, questo desiderio di rivendicazione, quando la situazione era giá insopportabile da tempo. E mentre lascio il mio nome e numero di telefono per essere di aiuto como traduttore, penso che solo la forza della disperazione, la sensazione che la misura sia giá colma, che proprio non ce la fai piú ad andare avanti, deve essere stato il motivo scatenante di tutto.


Friday, May 20, 2011

Resistere, resistere, resistere

Fa bene aggirrarsi per piazza Sol di questi tempi. Il movimento di protesta 15-m continua la sua presenza nella piazza anche contro la decisione della giunta elettorale. Parola d'ordine: sopravvivenza fino a domenica 22 maggio, giorno delle elezioni. Il movimento cresce e ingloba fasce di etá e provenienza varie. Anziani discutono con giovani sul da farsi; la signora cinquantenne passa col carrello della spesa e lascia pasta e mele per i giovani che potrebbero essere suoi figli; pensionati, studenti, immigranti si identificano con la causa spagnola perchè sentono che è anche la loro causa; madri con bambini nella culla si avvicinano per cercare informazioni e mettere una firma di solidarietá nei banchetti informativi.
Mi avvicino anch'io e chiedo informazioni sulle rivendicazioni del movimento. Una portavoce mi dice che la revisione della legge elettorale è una delle principali. Aggiunge che in queste ore concitate è difficile trovare una coordinazione, ma quello che importa è continuare a far sentire la propria voce, ad essere presenti, ad incitare alla mobilitazione che si estende a macchia d'olio in altre cittá spagnole, tra cui Barcellona, e anche all'estero, dove gli spagnoli si mobilitano per solidarietá con i propri connazionali. L'onda d'urto sui social networks cresce a dismisura (twitter: #AcampadaSol-@AcampadaSol, blog: http://concentracionsolmadrid.blogspot.com, democraciarealya.es, facebook: acampadasolhasta22m).
Mentre mi parla alle sue spalle si alternano due ragazze con un cartello in cui vengono riportati i beni necessari per il movimento. Non solo viveri, ma anche sedie, teloni per proteggersi dalla pioggia, appoggio logistico e strutturale. L'attivitá della piazza è frenetica, confusa, ma vibrante, appassionante. Uno spirito di solidarietá e condivisione corre attorno ai simboli della cittá, dall'orso di Madrid ricoperto con la bandiera della pace, al cartello del metró, fermata Sol, divenuto "Solución". Intorno alla statua di Carlo III si trova la zona riservata all'accampamento, circondata dalla zona comunicazione con i portavoce del movimento e i computer perennemente connessi. Piú in lá la zona viveri e dietro l'uscita di cristallo della metro, totalmente tappezzata di rivendicazioni, la zona assemblea, uno spazio di discussione aperto dove in queste ore si dovrá decidere come reagire al divieto imposto per i prossimi giorni. Medici volontari sono disponibili in caso di bisogno, come avvocati che consigliano e spalleggiano in caso di problemi con la legge. 
Carico di positivitá riprendo la mia strada. Domani, una sedia inizialmente destinata alla spazzatura sará recapitata personalmente in piazza Sol. 



Yes, we camp: la mobilitazione continua

Giorni febbrili qui a Madrid. La mobilitazione e l'accampamento del movimento 15-m continua. Contro due decisioni prese mercoledí e giovedí rispettivamente da parte della giunta provinciale di Madrid e della giunta generale per le elezioni, in questo caso elezioni amministrative che si svolgeranno questa domenica. La decisione della giunta generale per le elezioni è quella che conta di piú perchè ha valore, in teoria, vincolante e valevole per tutta la Spagna. In base alla legge elettorale in vigore, infatti, sono proibiti qualsiasi atto di propaganda o di campagna elettorale nel cosiddetto giorno di riflessione (il giorno antecedente l'apertura delle urne, in questo caso sabato) e il giorno delle elezioni, domenica 22 maggio. La legge elettorale aggiunge che il giorno della votazione è proibito formare gruppi che possano ostacolare il diritto dei cittadini a recarsi alle urne ed esercitare il loro diritto di voto. In base a ció, la giunta proibisce le concentrazioni e le riunioni a partire dalle zero ore del sabato 21 fino alle 24 ore di domenica 22 di maggio 2011. La decisione è stata presa per 5 voti a favore, quattro contrari e un astenuto.
Attualmente, il movimewnto non ha intenzione di retrocedere. Ribattono che la legge elettorale è ingiusta, che il movimento è apolitico e quindi non rientra nel caso contemplato dalla legislazione elettorale vigente e che si tratta di una decisione che va contro il diritto costituzionale di manifestare pacificamente.  



Madrid, Plaza Sol(ución)

Wednesday, May 18, 2011

Per i giovani di Madrid e di tutta la Spagna

Oggi voglio parlarvi di cultura, viva, diretta, di noi giovani, della generazione "lavoro mai" (Nichi Vendola docet), le cui speranze di vita migliore sono rimaste disattese e i cui sogni, non dico di successo, ma per lo meno di autonomia e indipendenza lavorativa, sono andati infranti. Una generazione su cui i propri genitori hanno investito, sperando che un giorno questo investimento desse i propri frutti, ma che invece devono continuare a mantenerli, mentre loro, i figli, si affannano a cercare lavoro. Una generazione di laureati, preparatissimi, con master, dottorati, stages all'estero, ma costretti a paghe che non corrispondono alla loro formazione nè alla loro esperienza professionale. La prima generazione, pare, ad avere un salario di gran lunga piú basso della precedente, per no parlare di quella dei loro padri. 
Da domenica scorsa un movimento nato dal basso e cresciuto grazie al contributo di giovani che vivono in condizioni di precariato, vuoi perchè senza lavoro (in Spagna il numero dei non lavoratoti sfiora i 5 milioni), vuoi perchè con un lavoro ai limiti dello sfruttamento, ha dato vita ad una protesta libera, pacifica, nella piazza del Sol, vero cuore della capitale spagnola e punto zero da cui dipartono tutte le strade che uniscono la Spagna. Quasi seguendo quelle stesse strade, la protesta si è espansa in altre cittá come Granada e Siviglia, con modalitá analoghe. L'aiuto della rete, il cinguettío dei messaggi su Twitter, le immagini riprese con cellulari hanno giocato e continuano a giocare un ruolo determinante nel passaparola, nella volontá di fare massa critica, di unirsi per fare sentire un'unica voce, proprio come è successo nelle recenti rivoluzioni che hanno scosso il Mediterraneo a noi piú vicino. Si tratta della voce di giovani "ni-ni", né lavoro, né studio, giovani che esprimono la loro indignazione, il loro dissenso, che non si riconoscono nell'attuale sistema, che si sentono vittima di una crisi che non hanno provocato, che criticano Zapatero per il suo immobilismo, tutto concentrato a mantenere "il paro" (l'attuale "disoccupazione" per i non lavoratori), piú che intraprendere giuste iniziative per la creazione di lavoro, ma che neanche si riconoscono in Mariano Rajoy, l'attuale leader di destra all'opposizione. Un terremoto fortissimo quello che si sta producendo in questi momenti, proprio alla vigilia di elezioni alle porte per molti comuni e regioni (comunidades autonomas) importanti, come Madrid, sede di entrambi.   
Nessuna bandiera politica, dunque, nè identificazioni con associazioni e sindacati. Solo persone, giovani in maggioranza, spalleggiati da gente della societá civile che condivide le ragioni della loro protesta. In piazza, dunque, accampati sí, ma sdeganti e organizzati, fino a mettere su un sistema di auto-gestione della protesta, con l'organizzazione di cinque commissioni: alimentazione, comunicazione, infrastrutture, azione e attivitá e consultazione legale di fronte a possibili denunce. 
Il movimento prende nome di 15-m, perchè la prima manifestazione si è svolta domenica 15 maggio, convocata da un associazione che ha solo alcuni mesi di vita: Democracia Real Ya. Questa raduna giovani di diversa provenienza ed estrazione sociale, ma con una grande capacitá di organizzazione, tale da riuscire a preparare questa manifestazione in tre mesi dal nulla, senza nessuna copertura mediatica (alla conferenza stampa convocata  nell'Ateneo di Madrid c'erano solo tre giornali), solo grazie all'aiuto dei social networks.
Prossimo obiettivo: resistere fino a protrarre la protesta alla prossima domenica, giorno delle elezioni di cui sopra.
La mia voce vuole unirsi alla loro, in segno di supporto, incoraggiamento e condivisione. Saró con loro in segno di protesta, per documentare e per partecipare attivamente a quello che mi sembra una piccola rivoluzione nata dal senso della societá civile. Il mio pensiero va e andrá all'Italia, dove tutto sembra tacere sotto un silenzio assordante.