Sunday, June 3, 2012

"Tokyo bar" by Tennesse Williams, a la Cartoucherie, Vincennes,Parigi

Piacevole ritornare alla Cartoucherie di Vincennes, subito fuori l'est di Parigi, non solo perchè questo magnifico luogo immerso nel verde offre un esempio di ingegneria culturale, con antiche insustrie dedicate alla fabbricazione d'armi e ristrutturate negli anni '60 per creare spazi dedicati alla creazione teatrale contemporanea, ma anche perchè l'offerta di spettacoli è sempre alternativa e originale.
"Tokyo Bar" by Tennesse Williams
Abbiamo assistito recentemente nel Théâtre de la Tempête alla messa in scena di Tokyo Bar, una della ultime pièces di Tennesse Williams, che al tempo della pubblicazione dell'opera, nel 1969, era già nella fase calante della sua carriera. L'opera offre uno spaccato della vita di una coppia americana in crisi: lui, Leonard, celebre artista ossessionato dai sui quadri, vive una crisi continua (probabile riflesso della condizione di Williams ai tempi della redazione dell'opera), mentre la moglie, Miriam, incapace di sopportarlo, si rifugia in temporanee relazioni sessuali, come quella a cui assistiamo non appena si alzano le luci in scena. Un bar a Tokyo, un giovane barista alle prese con le pressanti avances di una donna disposta a tutto pur di dimenticare la mancanza d'amore di suo marito. Domina l'interpretazione di Christine Boisson nel ruolo di Miriam, intensa e sensuale come il ruolo richiede. A voir, sans hésitation.

Saturday, May 26, 2012

"De rouille et d'os" by J. Audiard

Nel bene o nel male, Cannes rimane "the place you must be there" per tutti gli appassionati di cinema, professionisti, stelle più o meno brillanti della scena internazionale, che per dieci giorni all'anno sono catapultati nella festa ( o forse delirio?) cinefila che conduce alla palma d'oro. Quest'anno la nostra trasferta a Parigi ci permette di vedere i film in anteprima assoluta, subito dopo l'uscita nel circuito della città costiera.
Il film che già ipoteca il prezioso riconoscimento è "De rouille et d'os" di Jacques Audiard, con un'intensa Marion Cotillard, già Oscar per la su interprestazione di Edith Piaf nel film "La vie en rose", e l'attore rivelazione protagonista della storia, uno sconosciuto Matthias Schoenaerts, già diventato sex symbol di questa edizione cannoise. La difficile storia tra i due, lei vittima di un incidente che la costringe alla perdita delle gambe, lui, uomo ai margini che fatica a trovare un posto nella società, è complicata dalla presenza del figlio di lui e dal lavoro, boxeur dilettante, che lui pratica per sbarcare il lunario. Una storia che registra in egual misura la trasformazione di una donna alla prese con la disabilità e di un uomo che difficilmente riesce a farsi carico di suo figlio. Fortunatamente il lieto fine arriva, quando magari già non ce lo aspettavamo più.
M. Cotillard convince (non ci stancheremo mai della sua bellezza "acqua e sapone"!), anche quando è alle prese con un personaggio così distante dal ruolo di E. Piaf che l'ha resa celebre. 
Attenzione ad Haneke con il suo "Amour", sicuro contendente per la Palma d'oro. 
De rouille et d'os
 Matthias Schoenaerts

Saturday, March 31, 2012

Terraferma di Emanuele Crialese

Quando il film "Respiro" era passato nelle sale italiane nel 2001 era stato snobbato da critica e pubblico. Solo la presentazione della pellicola al Festival di Cannes dell'anno successivo nella "Semaine de la critique" ha reso possibile far conoscere al grande pubblico un film di intima bellezza, una storia tipica del sud italiano, profondamente intrisa dei suoi vizi (il machismo, per esempio) e delle sue virtù. Ora Crialese è cresciuto: ha continuato a toccare i temi del sud d'Italia e del sud del mondo con "Nuovomondo" (la cui protagonista femminile era Charlotte Gainsbourgh), per uscire adesso in sala con un nuovo progetto: "Terraferma", passato nella scorsa edizione della Biennale di Venezia.
La maturità costa fatica e forse la perdita di una iniziale freschezza. Ma non ci sentiamo di stroncare il film solo perchè il regista lascia territori conosciuti verso nuove mete. Al contrario: nonostate la storia drammaticamente "vera" degli immigrati clandestini sulle coste italiane risulti un po' forzata, appreziamo il fatto che Crialese abbia mantenuto la cornice dell'isola dispersa nel Mediterraneo e dello stretto rapporto con il mare. C'è sempre un senso di profondo attacamento alle proprie radici nei films di Crialese, un senso che definirei quasi fisico, di sangue, e le conseguenze che derivano dalla perdita e/o dal lascito di queste radici e dai valori che esse promanano vengono viste dal resgista come un atto di perdita di qualcosa di sacro, quindi da evitare. Un senso che il film è riusciuto a comunicarci anche questa volta e che per questo merita il nostro apprezzamento.
Tra gli attori, tutti mediamente bravi, spicca ancora una volta Filippo Puccillo. Anche lui è cresciuto: da giovane "scugnizzo" promessa in "Respiro", ad attore raggiunto in questo film.


Saturday, March 17, 2012

Tris di antipasti alla francese!

Anche in trasferta nella capitale di Francia, non cessiamo di informarvi sul meglio che la scena contemporanea offre. A l'affiche, come dicono i Francesi, ossia, di recente apparizione o semplicemente in cartellone/in programma, tre spettacoli teatrali che sono solo una minuscola parte di quello che il vasto panorama parigino propone.
Per gli amanti del dramma storico, è in sala "La mort de Danton" di Georg Buchner, presentato alla MC93 di Bobigny, in banlieu parigina. Lo spettacolo propone con un alternarsi di atti e intermezzi burleschi una sapiente ricostruzione delle vicende post-rivoluzionarie, quando il Comitato di salute pubblica si divideva tra opposte fazioni su come dirigere la pesante eredità della rivoluzone francese. Il sopravvento dell'area più intransigente capeggiata da Robespierre condannerà a morte l'amico Danton. Questo in sintesi la storia di uno spettacolo che gli amanti della storia rivoluzionaria troveranno appassionante, ma che da semplici spettatori ci ha un po' annoiato per circa dure e mezzo. In alternativa, vi consigliamo "La ménagerie de verre" di Tennessee Williams, messa in scena al Théâtre de la Commune, Centre dramatique national d'Aubervilliers. Dramma contemporaneo, rivisitato con moderne trovate sceniche e con gusto per la battutta facile, che francamente non ricordavamo nel testo di Williams. Questa volta però due ore e mezza passano in tranquillità e senza colpo ferire.
Infine, vi proponiamo la commedia (?) "Onomabis repetito" in scena presso il centro culturale "l'échangeur", a Bagnolet. Una serie di corto-circuiti linguistici generano doppi sensi, monologhi interiori e dialoghi tra quattro personaggi, che si agitano in scena all'insegna del non-sense e di una comicità che necessita di un vocabolario dell'argot per essere compresa a pieno. Prezzi modici per tutti e tre gli spettacoli, giusto da considerare gli spostamenti dal centro città e poi...via! Ce n'é per tutti i gusti.

Saturday, February 18, 2012

"La maleta de los nervios" al Teatro "Alfil": que risas!

"La maleta de los nervios"
La crisi incombe, le borse crollano, la povera gente non ha un lavoro, ma nel sud spagnolo, in terrra andalusa, nella città di Cadiz, tre donne amiche continuano la loro vita di tutti i giorni incuranti di quello che il mondo attorno sta patendo. Succede così che Marisa, Milagri e Macareni si ritrovano sul balcone della palazzina che condividono come coinquiline a parlare delle mutande dei rispettivi mariti, poi sono alle prese con la mania della cucina e della pulizia, quindi con i figli da crescere a suon di sberle, specialmente se una delle tre ha a che fare con una certa Desiré che vuole fare la comunione vestita da marinaio. Su tutto incombe il momento "no": la cacca del cane di qualche vicino puntualmente si presenta davanti all'uscio di casa, con relativa crisi di nervi di Marisa, la più perfettina delle tre.
Questi alcuni degli ingredienti ad alto dosaggio che propone lo spettacolo "La maleta de los nervios" in programma al teatro "Alfil" in pieno centro di Madrid. Le tre attrici sono comicissime, alternano parti recitate (l'accento andaluso è esilerante) a parti cantate (sembrano la brutta copia di tre show girls di una televisione locale), dimostrando grande versatilità. Lo show merita di essere un po' accorciato su alcuni punti morti. Rimangono "los nervios" alle tre protagoniste e a noi "muchas risas".